Si può avere l’ardire di affermare che l’Italia ha bisogno di prendere lezioni di progresso dal Sud? Questa la domanda che ha spinto il noto scrittore e giornalista di origini baresi Lino Patruno, alla stesura del volume “Imparate dal Sud: lezioni di sviluppo all’Italia”, edito da Magenes nel 2022. Il libro appartenente alla collana Voci dal Sud è stato presentato Martedì 14 maggio, presso il Polo Bibliotecario di Potenza. Il testo di Patruno nasce dall’esigenza di “cambiare la narrazione negativa che da sempre caratterizza il Sud, molte volte tipica degli stessi meridionali.

Spesso si guarda solo alla carenza cronica di servizi ed infrastrutture rispetto al Nord, elemento dovuto ad una sperequazione della spesa pubblica; basti pensare che ogni anno lo Stato spende in media per ogni cittadino centro-settentrionale oltre 3600 euro in più rispetto ad un cittadino meridionale”. Inoltre, la “lentezza proverbiale” dello stile di vita dei meridionali oggi non solo, non è più un disvalore, ma un elemento che molte città ricercano. Basti pensare che una città come Lecce è soltanto quinta tra le città definibili come lente per stile di vita, preceduta da centri del Nord, e che il Salento e il Cilento, ad esempio, su slogan come “Ci-lento”, e “Sa-lento" hanno fondato la valorizzazione del proprio turismo. Pertanto, Patruno ritiene che il Sud si configuri sempre più come una risorsa ed un modello, “vuoi per lo stile di vita, vuoi per la sua endemica capacità di fare di più con il meno, in termini di produttività da un lato e minori risorse disponibili dall’altro. Senza dimenticare l’esistenza di comparti produttivi del Sud che sono nevralgici per lo sviluppo dell’economia nazionale”. L’autore nel corso dell’intervista ci ha anche parlato dei suoi attuali e futuri progetti professionali, tra cui la direzione del Master in Giornalismo presso l’Università di Bari, e l’incarico presso la Lum “Libera Università Mediterranea” in “Storia economica del Mezzogiorno”. Interessanti anche le valutazioni sulla classe politica nazionale ed i dati, in termini di maggiori ricavi e benefici rispetto al Nord, emersi da un’indagine della Banca d’Italia se lo Stato decidesse di investire maggiormente al Sud..










